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Lettera del 11/08/2008
Sui progetti di ampliamento del porto di Alghero
Ho avuto la opportunità di scriverle a riguardo al colle del Trò di Alghero, per la costruzione della "muraglia"i risultati mi danno ragione, visto che alle prime acque e caduto tutto, ora si vuole far sparire la gallina dalle uova d’oro, ossia la spiaggia di San Giovanni, e di conseguenza tutta la spiaggia del lido.

Ma è possibile che ingegneri ,architetti e soppratutto politici siano cosi ciechi??. Non vedono che nel golfo scaricano due depurattori ,Alghero e Fertilia. Non bastano le scuse prossime future come di consueto per lo scempio che si andrà a fare. Spero che sia Lei che il suo collega assessore Mannoni prendiate in considerazione la costruzione del porto verso la banchina prospicente il solaio fino ad arrivare alla torre dei cani o San Giacomo, trecento metri di banchinamento per tutte le infrastutture , poi verso il mare aperto altri denti di oltre 500 metri e via ad avere fondale naturale per le grosse imbarcazioni , senza spendere un patrimonio per dare fondo alla spiaggia.

Forse lo sa , ma la direttiva del Presidente Soru impedisce la costruzione a due kilometri dalla riva, ebbene ad Alghero si costruisce sul mare veda di fronte alla torre della Madonnina, sempre ad Alghero. la Saluto in attesa della sua risposta.
Carmelo Carboni
Mario Bruno risponde
Signor Carboni,
ho gia` espresso la mia opinione in una lettera aperta, nella quale ho scritto che è bene avere molta attenzione e cautela, per garantire lo sviluppo che tutti auspichiamo, ma in modo equilibrato e sostenibile. Anche io, come lei, voglio capire, in un percorso partecipato, che vada oltre la mera presentazione in una sera di mezza estate, se vi è un consumo di risorse naturali che può essere evitato.

Voglio capire se serve davvero una nuova Marina, se serve sacrificare la spiaggia degli algheresi, la spiaggia San Giovanni, con possibile impatto ambientale sulle spiagge circostanti. E a chi serve.

Certo, è corretto prevedere una pianificazione per il futuro, ma ancor prima bisogna razionalizzare ciò che esiste: migliorare ciò che abbiamo in modo intelligente, migliorare la recettività, nuovi spazi di approdo, riorganizzare i posti barca, costituire un’area cantieristica dotata di tutti i sistemi e le attrezzature per il varo e l’alaggio, la raccolta dei rifiuti speciali, i vari servizi, ecc. Non condivido assolutamente l’ampliamento immediato per spostare le imbarcazioni e poi procedere alla ristrutturazione dell’esistente.

La Regione ha gia` desttinato tre milioni di euro per una risistemazione dello specchio acqueo, nell’attuale porto, per realizzare nuovi pennelli ed una nuova sistemazione degli ormeggi, per realizzare un banchinamento in legno di 440 metri, di grande rilevanza architettonica e senza utilizzo di cemento, per realizzare centinaia di nuovi posti-barca e ospitare unità di taglia media e medio-alta. Ma per la nostra amministrazione sembra non bastare.

Capitolo a parte merita il turismo crocieristico, di cui non si parla, forse perché si pensa di realizzare un campo boe, come affermano alcuni operatori, mentre altri vorrebbero, e lei e` tra questi, un’estensione del porto a sud, per sfruttare il fondale naturale. Valutiamolo con attenzione. Comunque, la vigilanza mia, della minoranza in Consiglio Comunale e della Giunta Regionale sara` alta, ma le assicuro che il percorso e` lungo.

Il Comune di Alghero ha ricevuto dalla Regione nella scorsa legislatura (in data 8 giugno 2004, a tre giorni dal voto per le ultime regionali), la delega alla stesura del Piano del Porto, che va ad aggiornare e proporre modifiche al Piano regolatore previgente del 1955 e ad attuare la legge 84/94 che afferma che tutti i porti di interesse regionale, cat. II classe III, debbono dotarsi di un piano regolatore portuale.

Lo stesso Comune ha affidato agli ingegneri Ruiu e Ritossa la stesura di un piano particolareggiato del Porto (che è strumento attuativo del PUC o comunque del PRG vigente) e il Consiglio Comunale ha preso atto dei criteri che informano quella che diventerà una proposta di piano regolatore portuale.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che ad approvare il Piano sarà un decreto del Presidente della Regione. Si discute se l’adozione debba essere fatta dall’autorità marittima (art. 5 co.3 della L.84/94), d’intesa col Comune, o dalla stessa Regione che ha competenza esclusiva ed indiscussa sul Porto di Alghero, anche ai sensi della recente sentenza del Consiglio di Stato.

In ogni caso, la procedura prevede, in seguito all’adozione, il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che entro 45 giorni deve esprimersi e successivamente essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale prevista dalla Legge 84/94 e a valutazione ambientale strategica, ai sensi della L. 152/2006. Solo a quel punto il piano sarà approvato dalla Regione.
Mario Bruno
 
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