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| Ritorno alla politica |
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Sicuramente in Sardegna questo 2009 verrà ricordato come l’anno della svolta. È stato buttato giù uno di quei tanti muretti a secco che la legge delle chiudende aveva imposto nel lontano 1820. Noi sardi amanti della terra libera, senza confini, inconsapevoli delle logiche della proprietà privata ci siamo ritrovati ricchi di muretti che hanno ridisegnato la geografia del nostro territorio, rendendola un po’ più simile a quella del resto della nazione e perdendo un po’ di noi stessi.
Il resto è storia recente. La popolarità dell’edilizia, la legge del mattone che batte quella della spiaggia, i fondi a pioggia su agricoltura e pastorizia, la staticità della politica.
Poi un giorno, dopo il grigio ripascimento del Poetto, arriva un uomo che lancia una sfida all’orgoglio regionale.
Utilizza quell’atteggiamento popolare, lontano dai termini burocrati con cui Viale Trento è solito parlare all’isola. La sfida viene colta, ma darà vita ad una lotta intestina e sanguinaria. Ne vinti ne vincitori. Solo perdenti. I sardi ancora una volta.
Ancora una volta il mattone ha vinto sulle spiagge e oltre le chiudende i sardi hanno scelto anche il cemento armato. Ma qualcosa in coloro che hanno combattuto strenuamente questa lotta, a colpi di post sul web, brochure informative, volantini, convegni, dibattiti e conferenze, qualcosa in questi sardi è cambiato.
Sono tornati a parlare di politica. Forse era dai tempi dello statuto. O forse era la prima volta per gli abitanti dell’isola, per i veri sardi. Ma hanno parlato.
Un esercito di volontari, di associazioni, di studenti, agricoltori, operai, docenti e letterati ha scelto di dire la propria e, a battaglia persa, non ha gettato le armi. Continua a far politica. La politica vera, quella che ascolta, rielabora, progetta e concretizza. Non la politica dei palazzi ricchi di uscieri, poltrone, segretari e di attese, ma la politica per la città.
L’antica polis è tornata. Non siede al governo ma agisce nelle strade delle città.
Cercate il vostro punto di riferimento in città e continuate e dire la vostra. Continuate a postare, scrivere, dibattere e diffondere, in tanti attendono di ascoltarvi per migliorare il proprio comune, il proprio quartiere e la propria regione.
Quest’anno è stato buttato giù un muro. Quello del silenzio, dell’oblio, del totale disinteresse. Nonostante la scelta finale, in tanti hanno capito che ci si può aggregare ancora per fare politica. Lo spazio c’è. Un’Isola continua nel suo percorso. Riprende da dove ha lasciato, più ricca in persone e progetti. I partecipanti aumentano e le attività non mancano. Noi ci siamo per dare il nostro contributo. E tu?
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14/07/2009
Erika Pirina |
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| Agenda |
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07/09/2010 - Ore
10.00
Cagliari-
Si riunisce il Consiglio Regionale. All'ordine del giorno, la mozione n. 78 (primo firmatario Mario Bruno) sulla vertenza entrate.
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05/09/2010 - Ore
09.00
Villanova Monteleone-
Su Palatu: "Terra, Acqua, Aria, Fuoco. La Sardegna dell'ambiente, della conoscenza, del lavoro, della solidarietà". Ultima sessione di lavoro, dedicata al Fuoco. Si parla di energia solare e nucleare e di incendi. Alle 10.30 la tavola rotonda conclusiva.
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04/09/2010 - Ore
09.00
Villanova Monteleone-
Su Palatu: "Terra, Acqua, Aria, Fuoco. La Sardegna dell'ambiente, della conoscenza, del lavoro, della solidarietà". La seconda sessione è dedicata all'Acqua, bene pubblico comune e fonte di vita. Si parla anche di dissesto idrogeologico, di insularità, di pesca. La terza sessione dei lavori(ore 15:00), è dedicata all'Aria. Si parla di inquinamento, di vento ed energie rinnovabili, di trasporti aerei.
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