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Il ruolo centrale della famiglia, già riconosciuto dalla Carta Costituzionale, è stato ultimamente messo in discussione a favore di un sistema che privilegia l’affermazione autosufficiente del singolo nel tentativo di ridurre la famiglia ad un fatto meramente privato e privatistico.
Al contrario, la struttura familiare è un fatto sociale, un luogo di solidarietà e affetto, un progetto di vita duraturo il cui vincolo, assunto pubblicamente e responsabilmente, è riconosciuto dallo Stato.
La famiglia è una risorsa perché accoglie la vita, forma l’individuo, eroga servizi alla persona, agli anziani, ai bambini, ai malati e ai portatori di handicap, cura l’educazione dei figli e svolge in tutti questi ambiti un ruolo primario e non delegabile ad altri soggetti.
La proposta di legge si sviluppa su tre livelli principali: in primo luogo, gli interventi volti a favorire la formazione di nuove famiglie con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli di carattere economico e al contempo fornire servizi che si avvicinino maggiormente alle loro necessità. Inoltre, si riconosce la famiglia come soggetto che si prende cura degli anziani e dei diversamente abili, introducendo misure che garantiscano la libertà di scegliere i servizi di cura di cui avvalersi.
Infine, considerando la famiglia una risorsa, particolare attenzione viene rivolta alla famiglia numerosa, attraverso un richiamo legislativo ad hoc e misure concrete di intervento che non siano la risultante di una semplice somma algebrica di individui, ma che tengano piuttosto conto della sua specificità.
Tutti gli interventi di questa proposta di legge sono ispirati al principio della sussidiarietà: interventi quindi non assistenziali ma misure volte a rendere la famiglia partner degli interventi e non destinatario passivo.
In quest’ottica si promuove l’associazionismo familiare che valorizzi e sostenga la famiglia nella sua vita interna e, allo stesso tempo, le restituisca un ruolo sociale, pubblico, politicamente rilevante. |