 |
|
La questione relativa al trasferimento dei beni demaniali di Fertilia dallo Stato alla comunità locale è stata affrontata negli ultimi decenni da varie amministrazioni regionali e comunali. Le richieste del Comune di Alghero, datate sin dal 1980, hanno tentato di favorire la acquisizione degli immobili, al fine di riqualificarli e restituirli alla fruizione pubblica.
La Presidenza Soru, fin dal 2004, ha impresso un'accelerata all'intero processo di trasferimento dei beni demaniali della Sardegna dallo Stato alla Regione. In questo contesto, ho avuto modo di segnalare al Presidente Soru la particolare situazione della borgata di Fertilia. L'ho fatto in incontri privati e con atti pubblici.
Il 7 aprile 2006, in particolare, ho formalmente interrogato il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere quali iniziative essi ritenessero di compiere affinché la Regione autonoma della Sardegna potesse entrare in possesso dei beni demaniali di particolare valenza sociale e culturale siti nella borgata di Fertilia, in applicazione dell'articolo 14 dello Statuto, anche al fine di concederli al Comune di Alghero per la riqualificazione e la fruizione pubblica.
L'articolo 14 dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna afferma che "la Regione succede nell'ambito del suo territorio, nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali ad eccezione di quelli connessi a servizi di competenza statale". Ho messo in evidenza come gli immobili di Fertilia non abbiano una destinazione a difesa dello Stato o ad altri servizi di carattere nazionale che impongano la permanenza nel demanio dello Stato.
In particolare, ho avuto modo di sottolineare lo stato di incuria e di abbandono di alcuni beni fondamentali per la vita sociale e culturale di Fertilia e dell'intero territorio, da riportare immediatamente ad utilizzo pubblico. Nel frattempo anche alcuni locali ad uso commerciale cominciavano ad essere dismessi a causa di una insostenibile precarietà dei rapporti contrattuali con l'Agenzia del demanio.
La mia interrogazione ha avuto come effetto quello di attivare l'azione dell'assessorato urbanistica, finanze ed enti locali della Regione, che con nota prot. N. 251/GAB del 20 aprile 2006 a me indirizzata ha certificato che tali beni fossero suscettibili di trasferimento in proprietà alla Regione ai sensi dell'art. 14 dello Statuto speciale per la Sardegna. A tal fine, lo stesso assessorato ha investito, ai sensi della legge regionale n. 31 del 1988, la Direzione generale dell'Area Legale al fine di promuovere l'azione di rivendica di proprietà dei succitati beni.
Un anno dopo, il 3 ottobre 2007, avendo appreso la notizia della pubblicazione di un bando riguardante l'assegnazione prioritaria in locazione agli esuli giuliani di alcuni alloggi demaniali situati nel nucleo storico di Fertilia, con possibile grave pregiudizio per chi occupava tali alloggi, ho presentato un'altra interrogazione al Presidente della Regione e all'assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sollecitare l'entrata in possesso dei beni da parte della Regione Autonoma della Sardegna.
Finalmente, nel mese di Marzo 2008, la firma dello storico passaggio, voluto con forza da Renato Soru e certificato con determinazione dell'Architetto Elisabetta Spitz, Direttore dell'Agenzia del demanio dello Stato, in data 1 aprile 2008: passano alla Regione 145 beni immobili di Fertilia, di cui 131 nel nucleo storico e 14 nel Villaggio Calik.
Il Presidente Renato Soru, insieme all'assessore GianValerio Sanna ed al sottoscritto, ha incontrato i residenti per ben due volte nel giro di un mese.
Con delibera regionale del 16 maggio 2008 Fertilia è inserita tra "i progetti pilota per il riuso turistico delle borgate marine" e vengono attivati i primi finanziamenti.
Inizia il processo di rinascita di Fertilia. |