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| Progetti |
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| Rassegna Stampa sul progetto
Primarie |
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| 08/02/2007 |
| Le candidature vagliate con le primare |
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Per Regione, Province e Comuni, con un obolo dalla regione e da chi vota
Una testa un voto, ma anche un euro a voto certificato. Progetto Sardegna presenta una proposta di legge per incentivare e regolamentare le “primarie facoltative” per la scelta dei candidati alla carica di presidente della Regione, delle Province e di sindaco nei Comuni con
almeno 10.000 abitanti. Una strada, quella prospettata dal gruppo fondato da Renato Soru per le elezioni 2004, percorribile in modo bipartisan. Non a caso esisteva una proposta simile da parte dei Riformatori datata ottobre 2005; e, non a caso, l'iniziativa raccoglie un quasi totale
via libera dagli esponenti dei partiti in Consiglio.
L'obiettivo dei consiglieri regionali di Progetto Sardegna è quello di offrire una cornice istituzionale a tutti i partiti e gruppi politici che vogliano ricorrere al sistema della consultazione popolare: «Quello delle primarie è uno strumento fondamentale di partecipazione democratica. Il quadro costituzionale non consente di renderlo obbligatorio,
ma va incentivato», spiegano.
«Proponiamo unn sistema di garanzia pubblica per un passaggio che è ancora facoltativo», sottolinea Mario Bruno, primo firmatario della proposta che sarà affidata alla prima Commissione. Che il sistema funzioni, continua il consigliere, «lo hanno dimostrato i quattro milioni di elettori che hanno partecipato alle primarie dell'Unione ma anche l'election day del4 febbraio: ad Alghero, a esempio, hanno votato più persone rispetto alla tornata che aveva
sancito la vittoria di Prodi». I partiti, continua Bruno, devono riorganizzarsi: «Vogliamo dire basta al sistema per cui le decisioni sono prese da poche elite in stanzette chiuse».
In questo senso, la proposta di Progetto Sardegna cavalca l'onda della futura adesione al Partito democratico: non come partito tradizionale, ma come movimento “aperto”, in grado di portare all'interno del partito unico anche chi di un partito non ha mai fatto parte. «Spetta a noi egemonizzare questo futuro partito», sostiene Gianluigi Gessa. Il modo, secondo il professore, è uno solo: «Partecipare alla sua formazione con primarie che siano vere: quando ci furono quelle per Prodi si sapeva che avrebbe vinto lui».
Semplici le linee del progetto: soggetto promotore delle primarie possono essere partiti e gruppi politici organizzati, in forma singola o coalizione, che entro sei mesi dalla presentazione delle liste elettorali comunicano all'assessorato agli Enti locali della Regione la decisione di organizzarle. Ogni promotore dovrà organizzare un Comitato tecnico organizzativo, incaricato di approvare un regolamento delle primarie, e di un Collegio di garanzia, a cui saranno indirizzati eventuali ricorsi.
L'incentivazione delle primarie passa anche per un maggior utililizzo del sistema. La differenza fondamentale fra la proposta dei Riformatori e quella di Progetto Sardegna sta proprio nella finalità. Se per il gruppo di minoranza doveva riguardare solo i candidati alla carica di
presidente della Giunta regionale, ma ora gli esponenti della maggioranza allargano la forchetta: valido anche per i sindaci di Comuni con almeno 10mila abitanti (ogni candidato dovrà presentare almeno 100 firme in suo sostegno, 10 ogni 2.000 abitanti per quelli più grandi) e per i presidenti delle Province (saranno utili almeno 1.000 firme e non più di 1.500).
Ogni candidato dovrà versare una cauzione di 500 euro, mentre per i Riformatori erano 5.000. Maggioranza e opposizione in Consiglio regionale concordano sull'importanza delle primarie come strumento di partecipazione democratica: ognuno, però, muove il proprio contributo all'iniziativa. Per Francesco Sanna (Margherita) «il sistema delle primarie è da favorire. Si
tratta però di una cultura di coalizione che può risultare estranea a diverse forze politiche: giusto, quindi, l'approccio facoltativo. Ma è da condividere il meccanismo di regolamentazione». Il consiglio è di tipo economico: «Valuterei la possibilità di incentivi per
chi decide di utilizzare il sistema». Giusto anche l'obolo da parte degli elettori: «Una cifra modesta che serve a responsabilizzare il voto». Pierpaolo Vargiu, capogruppo (e primo firmatario della proposta di legge) dei Riformatori,
valuta positivamente l'iniziativa: «La disciplina del sistema diventa utile, soprattutto dopo la svolta presidenzialista: senza le primarie non sarebbe possibile la partecipazione attiva dei cittadini, che diventa insdispensabile».
«Favorevole a una candidatura che sia verificata dai cittadini» si dice anche Giorgio La Spisa. Attenzione, però, al meccanismo che si vuole utilizzare: «Quando ci siamo confrontati sulla possibilità di primarie per il centrodestra», avverte il capogruppo di Forza Italia, «le difficoltà maggiori riguardavano la possibilità di evitare storture». Come evitare, a esempio, che elettori di una parte cerchino di influenzare il voto dell'altra? «Quello delle elezioni è un meccanismo consolidato, quello delle primarie no: ma ci si può lavorare».
Niente lezioni invece per Alleanza Nazionale: «Le primarie sono uno strumento importante», spiega il capogruppo Ignazio Artizzu, «ma sono una consultazione interna che non ha bisogno delle indicazionioni di Progetto Sardegna: sono libere, non serve una proposta di legge perché ogni coalizione può muoversi come crede». |
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| Agenda |
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07/09/2010 - Ore
10.00
Cagliari-
Si riunisce il Consiglio Regionale. All'ordine del giorno, la mozione n. 78 (primo firmatario Mario Bruno) sulla vertenza entrate.
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05/09/2010 - Ore
09.00
Villanova Monteleone-
Su Palatu: "Terra, Acqua, Aria, Fuoco. La Sardegna dell'ambiente, della conoscenza, del lavoro, della solidarietà". Ultima sessione di lavoro, dedicata al Fuoco. Si parla di energia solare e nucleare e di incendi. Alle 10.30 la tavola rotonda conclusiva.
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04/09/2010 - Ore
09.00
Villanova Monteleone-
Su Palatu: "Terra, Acqua, Aria, Fuoco. La Sardegna dell'ambiente, della conoscenza, del lavoro, della solidarietà". La seconda sessione è dedicata all'Acqua, bene pubblico comune e fonte di vita. Si parla anche di dissesto idrogeologico, di insularità, di pesca. La terza sessione dei lavori(ore 15:00), è dedicata all'Aria. Si parla di inquinamento, di vento ed energie rinnovabili, di trasporti aerei.
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