Ti trovi in: Progetti>Primarie>Le candidature vagliate con le primare
Cerca nel sito
Home Page & News
Home Page
Archivio Notizie
Personale
Biografia e presentazione
Programma
Completare il Progetto
Partecipazione e responsabilità
Bilancio di mandato
Politica e impegno reciproco
Il nord ovest si muove
Il futuro nella conoscenza
Il turismo oltre mare e sole
Beni territoriali del nord-ovest
La famiglia e la persona
Una sanità a cinque stelle
Consiglio
Interrogazioni
Proposte di legge
Ordini del giorno
Mozioni
Interpellanze
Interventi
Costi della politica
Progetti e Iniziative
Famiglia
Nuovo Ospedale
Beni demaniali Fertilia
Beni Ersat
Primarie
Giro d'Italia
Lettere e Opinioni
Lettere
Archivio lettere
Scrivi a Mario Bruno
La tua opinione
Archivio La tua opinione
Invia La tua opinione
Link
Renato Soru
Regione Sardegna
Consiglio Regionale
Comune di Alghero
Siti tematici della Regione
Enrico Letta
Gian Valerio Sanna
Associazione un'Isola
Associazione 360
PD Alghero
PD Porto Torres
 
 Progetti
Rassegna Stampa sul progetto Primarie
08/02/2007
 Le candidature vagliate con le primare
Per Regione, Province e Comuni, con un obolo dalla regione e da chi vota

Una testa un voto, ma anche un euro a voto certificato. Progetto Sardegna presenta una proposta di legge per incentivare e regolamentare le “primarie facoltative” per la scelta dei candidati alla carica di presidente della Regione, delle Province e di sindaco nei Comuni con almeno 10.000 abitanti. Una strada, quella prospettata dal gruppo fondato da Renato Soru per le elezioni 2004, percorribile in modo bipartisan. Non a caso esisteva una proposta simile da parte dei Riformatori datata ottobre 2005; e, non a caso, l'iniziativa raccoglie un quasi totale via libera dagli esponenti dei partiti in Consiglio. L'obiettivo dei consiglieri regionali di Progetto Sardegna è quello di offrire una cornice istituzionale a tutti i partiti e gruppi politici che vogliano ricorrere al sistema della consultazione popolare: «Quello delle primarie è uno strumento fondamentale di partecipazione democratica. Il quadro costituzionale non consente di renderlo obbligatorio, ma va incentivato», spiegano. «Proponiamo unn sistema di garanzia pubblica per un passaggio che è ancora facoltativo», sottolinea Mario Bruno, primo firmatario della proposta che sarà affidata alla prima Commissione. Che il sistema funzioni, continua il consigliere, «lo hanno dimostrato i quattro milioni di elettori che hanno partecipato alle primarie dell'Unione ma anche l'election day del4 febbraio: ad Alghero, a esempio, hanno votato più persone rispetto alla tornata che aveva sancito la vittoria di Prodi». I partiti, continua Bruno, devono riorganizzarsi: «Vogliamo dire basta al sistema per cui le decisioni sono prese da poche elite in stanzette chiuse». In questo senso, la proposta di Progetto Sardegna cavalca l'onda della futura adesione al Partito democratico: non come partito tradizionale, ma come movimento “aperto”, in grado di portare all'interno del partito unico anche chi di un partito non ha mai fatto parte. «Spetta a noi egemonizzare questo futuro partito», sostiene Gianluigi Gessa. Il modo, secondo il professore, è uno solo: «Partecipare alla sua formazione con primarie che siano vere: quando ci furono quelle per Prodi si sapeva che avrebbe vinto lui». Semplici le linee del progetto: soggetto promotore delle primarie possono essere partiti e gruppi politici organizzati, in forma singola o coalizione, che entro sei mesi dalla presentazione delle liste elettorali comunicano all'assessorato agli Enti locali della Regione la decisione di organizzarle. Ogni promotore dovrà organizzare un Comitato tecnico organizzativo, incaricato di approvare un regolamento delle primarie, e di un Collegio di garanzia, a cui saranno indirizzati eventuali ricorsi. L'incentivazione delle primarie passa anche per un maggior utililizzo del sistema. La differenza fondamentale fra la proposta dei Riformatori e quella di Progetto Sardegna sta proprio nella finalità. Se per il gruppo di minoranza doveva riguardare solo i candidati alla carica di presidente della Giunta regionale, ma ora gli esponenti della maggioranza allargano la forchetta: valido anche per i sindaci di Comuni con almeno 10mila abitanti (ogni candidato dovrà presentare almeno 100 firme in suo sostegno, 10 ogni 2.000 abitanti per quelli più grandi) e per i presidenti delle Province (saranno utili almeno 1.000 firme e non più di 1.500). Ogni candidato dovrà versare una cauzione di 500 euro, mentre per i Riformatori erano 5.000. Maggioranza e opposizione in Consiglio regionale concordano sull'importanza delle primarie come strumento di partecipazione democratica: ognuno, però, muove il proprio contributo all'iniziativa. Per Francesco Sanna (Margherita) «il sistema delle primarie è da favorire. Si tratta però di una cultura di coalizione che può risultare estranea a diverse forze politiche: giusto, quindi, l'approccio facoltativo. Ma è da condividere il meccanismo di regolamentazione». Il consiglio è di tipo economico: «Valuterei la possibilità di incentivi per chi decide di utilizzare il sistema». Giusto anche l'obolo da parte degli elettori: «Una cifra modesta che serve a responsabilizzare il voto». Pierpaolo Vargiu, capogruppo (e primo firmatario della proposta di legge) dei Riformatori, valuta positivamente l'iniziativa: «La disciplina del sistema diventa utile, soprattutto dopo la svolta presidenzialista: senza le primarie non sarebbe possibile la partecipazione attiva dei cittadini, che diventa insdispensabile». «Favorevole a una candidatura che sia verificata dai cittadini» si dice anche Giorgio La Spisa. Attenzione, però, al meccanismo che si vuole utilizzare: «Quando ci siamo confrontati sulla possibilità di primarie per il centrodestra», avverte il capogruppo di Forza Italia, «le difficoltà maggiori riguardavano la possibilità di evitare storture». Come evitare, a esempio, che elettori di una parte cerchino di influenzare il voto dell'altra? «Quello delle elezioni è un meccanismo consolidato, quello delle primarie no: ma ci si può lavorare». Niente lezioni invece per Alleanza Nazionale: «Le primarie sono uno strumento importante», spiega il capogruppo Ignazio Artizzu, «ma sono una consultazione interna che non ha bisogno delle indicazionioni di Progetto Sardegna: sono libere, non serve una proposta di legge perché ogni coalizione può muoversi come crede».
 
Media
Facebook
Linea diretta con la Regione
Rassegna Stampa
Video

Visualizza il Video nelle sue dimensioni reali.
Newsletter
Iscriviti alla Newsletter per essere aggiornato via e-mail sulle iniziative e le attività di Mario Bruno.
Agenda
07/09/2010 - Ore 10.00
Cagliari- Si riunisce il Consiglio Regionale. All'ordine del giorno, la mozione n. 78 (primo firmatario Mario Bruno) sulla vertenza entrate.
05/09/2010 - Ore 09.00
Villanova Monteleone- Su Palatu: "Terra, Acqua, Aria, Fuoco. La Sardegna dell'ambiente, della conoscenza, del lavoro, della solidarietà". Ultima sessione di lavoro, dedicata al Fuoco. Si parla di energia solare e nucleare e di incendi. Alle 10.30 la tavola rotonda conclusiva.
04/09/2010 - Ore 09.00
Villanova Monteleone- Su Palatu: "Terra, Acqua, Aria, Fuoco. La Sardegna dell'ambiente, della conoscenza, del lavoro, della solidarietà". La seconda sessione è dedicata all'Acqua, bene pubblico comune e fonte di vita. Si parla anche di dissesto idrogeologico, di insularità, di pesca. La terza sessione dei lavori(ore 15:00), è dedicata all'Aria. Si parla di inquinamento, di vento ed energie rinnovabili, di trasporti aerei.
Vedi tutti gli appuntamenti
Download
Documenti
Materiali elettorali
 Web Design & Development: Studio Janas per Staaf Direct
Partito Democratico Regione Autonoma della Sardegna